Unas palabras
Sono troppo fitte per essere foglie. CosI’ arcuate e taglienti, e verdi di quella clorofilla che tinge di spinaci i mantelli e gli oggetti liturgici delll’islam, cosi’ sfrontate e bellicose, non sono foglie, ma sciabole e spade e scimitarre e alabarde di una moltitudine di guerrieri convenuti in questo pezzo di terra. Sono vessilli di clan di ragazzi coi denti di lupo. Stendardi di giovani predicatori febbricitanti. Flabelli di streghe neoplatoniche vestite di sete nasridi accompagnate dai loro amanti bambini. Quando Hugo si avvicina alla moltitudine, e il suo occhio si posa su uno o pochi soggetti, questa identità si fa ancora più evidente. Nude le spalle. In torsione il magro torace. Folle lo sguardo. E guance viola di ghiaccio. Le nenie si trasformano in ninnananne di maschi a maschi e poi salgono fino a rompersi in grida. E la mamma ? Tu dov’eri, mamma ?
Non è rilevante che il consesso avvenga nelle Asturie o nelle piane del Nord del Marocco. Che i membri della tribù siano stati falciati o tormentati da un aratro. I guerrieri dell’accampamento sono figlie e figli di bulbi e rizomi. Sono loro, l’orda degli iris selvaggi che finalmente si è riunita e finalmente parte alla riconquista del mondo.